Social wedding

Per gli esperti del fashion system è ormai cominciato il countdown per il 19 maggio 2018, data fatidica del matrimonio del principe Harry con Meghan Markle. I due convoleranno a nozze nella Saint George’s Chapel, all’interno del castello di Windsor, proprio come Carlo e Camilla.

E come ogni buon matrimonio reale che si rispetti, immediatamente si è scatenata una ridda di curiosità e gossip.

Saranno legati al protocollo rigido che ha caratterizzato le nozze di William e Kate?

Saranno proprio questi ultimi i testimoni di nozze? Ci sarà Barack Obama? E lo stile delle nozze sarà quello tradizionale, previsto per la royal family? Si derogherà in favore di una maggior informalità in onore alle origini americane della sposa o ci si ispirerà ai pizzi floreali ed ai colori pastellati di “zia” Pippa Middleton?

In realtà il tema della scelta fra tradizione e unconventional è sempre più frequente anche dalle nostre parti.

Il crescente aumento di riti civili sembra aver svincolato anche noi, comuni mortali, dal clichè della chiesa e sala ricevimenti a favore di cerimonie sempre più fuodal comune (e dal Comune). Il matrimonio è sempre meno cerimonia e più evento.

Castelli, musei, perfino la piazza del paese possono diventare proscenio per delle nozze originali all’insegna della tipicità. Le amministrazioni pubbliche sembrano aver recepito questa voglia di novità e compreso soprattutto il valore economico dell’indotto. Proliferano ordinanze per la concessione di spazi speciali per luoghi pubblici o stabilimenti balneari.

Proprio la spiaggia risulta essere la location più gettonata; i più informali scelgono di dirsi di si fra gli ulivi o nelle vigne. Non è ancora diffusa ma arriverà la tendenza delle cantine.

Una coppia di Modugno, tifosi entrambi della magica Bari, ha scelto la curva nord del San Nicola, con tanto di partecipazione a forma di biglietto per la partita.

Insomma c’è la voglia di coniugarsi, coniugando passioni e amore, c’è il desiderio di essere sé stessi ma anche di stupire e far parlare di sè. Non per niente il matrimonio è un fenomeno sempre più social da condividere su instagram anziché facebook. Un selfie con la nonna fa impennare il numero dei likes più della faccina della sposa che si atteggia a diva del cinema.

Va tutto bene, è tutto bello, più c’è clamore intorno al wedding e più noi operatori siamo felici. Ma prima di concentrarvi sulla forma riflettete sulla sostanza.

State programmando la vostra vita. Sposarsi è condividere la vita non un post su facebook.

antonio marzano