We love shoes

Il 92% delle donne intervistate dal Daily Mail ricorda il primo paio di scarpe acquistate con i propri risparmi mentre solo il 63% è in grado di risalire al nome del ragazzo a cui ha dato il primo bacio. E, sempre secondo il quotidiano britannico, ogni donna nella propria vita indossa circa 434 paia di scarpe.

La verità è che in una società sempre più vestita in modo sempre più massificato e destrutturato, le scarpe (insieme alla borsa ed a pochi altri accessori) sono diventati un vero e proprio elemento distintivo, quasi un feticcio, necessario per sentirsi sè stesse.

Immaginate quando questa passione viene declinata sulla scarpe da sposa.

Le proposte sono davvero infinite e tutte diverse: dal tacco alto alla ballerina, dalla scarpa gioiello alla sneaker, da Manolo Blahnik a Miu Miu.

La prima scelta naturalmente ricade sul tacco alto. Come dice Anna Dello Russo, direttrice creativa di Vogue Japan, “i tacchi ti mettono sempre in uno stato d’animo migliore. Più sei tesa, più è alto il tacco che devi indossare”.

Chi opta per il classico decollete può scegliere la versione in vernice bianca di G. ROSSI, lo slingback di JIMMY CHOO, o la versione in pizzo e raso di CASADEI. La sposa più glam sceglierà il sandalo gioiello di MANOLO BLAHNIK, mentre la mia preferita resta il sandalo in pelle bianca di ALEXANDRE BIRMAN.

Poi ci sono quelle che preferiscono comunque stare comode, che si sentono fighe anche senza i trampoli. Le ballerine a punta, in pizzo bianco con lacci in organza di HARRIET WILDE sono di una classe unica, così come il sandalo infradito AQUAZZURRA impreziosito da un dettaglio floreale in seta. Chi preferisce la scarpa chiusa si innamorerà delle slipper di NICHOLAS KIRKWOOD con le perle incastonate nel tacco.

Ovviamente c’è la via di mezzo: il tacco medio che arriva massimo a 4,5 e che soddisfa la voglia di svettare, mediandola con la necessità di non stancarsi troppo in una giornata lunga e faticosa come quella del matrimonio.

È un compromesso che potrebbe non piacere a tante, comunque le slingback di MANSUR GAVRIEL non sono per niente male così come il sandalo in raso di MIU MIU arricchito dalla fibbia con cristalli.

Infine ci sono quelle che Urban Dictionary definisce “shoeaholics” quelle per cui la scarpa viene prima di tutto, che quasi si sposano solo per indossare la Décolleté t-strap di GUCCI o le decollete di LA SILLA laminate con cristalli e pietre dorate fino alle spettacolari “Douce Du Desert” di CHRISTIAN LOUBOUTIN, le mie scarpe preferite in assoluto.

Come ha scritto qualcuno, “Se gli occhi sono la finestra dell’anima, le scarpe sono la porta dell’inconscio”.

Benvenute.

Annasole Frugis